● Libri antichi · 22 ottobre 2026

Il Vocabolario parmigiano-italiano di Carlo Malaspina: cinquantamila parole del dialetto di Parma

Tra il 1856 e il 1859 uscì a Parma, in quattro volumi, il grande vocabolario del dialetto parmigiano di Carlo Malaspina: un libro nato dalla passione di un uomo per la lingua della sua città.

Alcuni libri raccontano una città attraverso i monumenti; il Vocabolario parmigiano-italiano di Carlo Malaspina la racconta attraverso le parole che la gente usava ogni giorno in casa, al mercato, nelle botteghe. Ed è ancora oggi un riferimento per chi studia il dialetto di Parma.

L'opera uscì a Parma tra il 1856 e il 1859, stampata dalla tipografia Carmignani, in quattro volumi. Sul frontespizio l'autore prometteva un lavoro "accresciuto di più che cinquanta mila voci" e "compilato con nuovo metodo". Non era una semplice lista di parole: per ogni voce Malaspina dava il significato in italiano, spiegava i diversi usi e spesso aggiungeva modi di dire ed esempi, così che il lettore potesse capire non solo che cosa volesse dire un termine, ma come suonasse nella vita di tutti i giorni.

Dietro un'opera così c'è un lavoro lungo e minuzioso. Malaspina raccolse le parole della sua città una per una, le ordinò e le confrontò con l'italiano, con l'attenzione di chi sapeva che un dialetto è un patrimonio da custodire.

È questo dizionario a rendere il suo nome ancora familiare. L'opera ebbe fortuna anche nel Novecento, quando ne fu pubblicata una riproduzione in facsimile: segno che studiosi, appassionati e semplici curiosi continuavano a cercarla.

Sfogliare oggi il Malaspina è un piccolo viaggio nel tempo. Si incontrano i nomi degli attrezzi delle campagne, dei cibi, dei mestieri scomparsi, delle parti della casa, insieme a espressioni affettuose e ironiche che qualcuno ricorderà ancora sentite dai nonni. Ogni voce è una finestra su come si viveva, si lavorava e si scherzava a Parma a metà Ottocento.

Per chi ama i libri antichi, i quattro volumi hanno anche il fascino dell'oggetto: le pagine fitte di colonne, i caratteri ordinati, le appendici con aggiunte e correzioni volute dall'autore fino all'ultimo. È il lavoro di una vita intera messo su carta.

Il dono di Carlo Malaspina alla sua città sta tutto in quelle colonne fitte di parole. Ed è grazie a lui se tante voci del parmigiano, che altrimenti si sarebbero perse, sono arrivate fino a noi.

Fonti

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