Camera di San Paolo a Parma: il pergolato dipinto da Correggio in restauro, riapertura prevista nel 2027
Nell'antico monastero di San Paolo, Correggio trasformò una stanza in un pergolato aperto sul cielo. Dalla fine di agosto 2026 la Camera è in restauro, con la riapertura prevista, indicativamente, nella primavera del 2027.
Alzare gli occhi, a volte, basta a cambiare una giornata. A Parma, nell'antico monastero benedettino di San Paolo, a pochi passi dalla Pilotta, c'è una stanza che da cinque secoli regala proprio questo: è la Camera di San Paolo, conosciuta anche come Camera della Badessa.
All'inizio del Cinquecento il monastero era guidato da Giovanna Piacenza, una badessa colta e intraprendente che volle rendere più belli i suoi appartamenti. Nel 1514 affidò una prima sala ad Alessandro Araldi, pittore parmigiano, che la riempì di grottesche e di soggetti tratti dalla Bibbia e dal mondo classico. Pochi anni dopo, la stanza accanto fu affidata a un giovane pittore arrivato da Correggio: Antonio Allegri, che il paese natale avrebbe reso famoso con il suo stesso nome. Gli affreschi furono realizzati intorno al 1519.
Il risultato è un piccolo prodigio. La volta, divisa in spicchi, diventa un pergolato di canne intrecciate, carico di foglie e di festoni di frutta. Tra il verde si aprono sedici ovali che lasciano vedere il cielo, e da ognuno si affacciano gruppi di putti che giocano con corni, cani e altri attributi di Diana. Al centro brilla lo stemma della badessa, con tre falci di luna in stucco dorato. Più in basso, nelle lunette, statue dipinte in finte nicchie sembrano di pietra vera: un gioco di illusione che Correggio avrebbe poi portato fino alle grandi cupole della città.
Sopra il camino compare Diana su un carro tirato da cervi. È un omaggio elegante alla padrona di casa: la dea richiama la sua purezza e, attraverso la luna, anche il suo stemma.
Per circa due secoli la Camera rimase quasi sconosciuta, custodita all'interno del monastero. Fu solo nel Settecento che il pittore Anton Raphael Mengs la studiò e la fece conoscere, e da allora è considerata uno dei capolavori del Rinascimento in Emilia.
Dalla fine di agosto 2026 la Camera è in restauro, con un intervento di recupero e messa in sicurezza promosso dal Comune di Parma e sostenuto con un importante contributo della Regione Emilia-Romagna. Le cure riguardano gli affreschi, gli arredi in legno e le parti in pietra, e si estendono anche all'antico refettorio, con il suo coro ligneo del Seicento, e alla Cella di Santa Caterina, dove si conservano gli affreschi di Araldi. La riapertura è prevista indicativamente per la primavera del 2027.
Vale la pena segnarselo in agenda. Rivedere quel pergolato appena restaurato sarà come entrare in un giardino che un grande pittore ha piantato cinquecento anni fa, e che qualcuno, con pazienza, sta ancora annaffiando.