Casa del Suono di Parma: fonografi, radio e un lampadario che parla
Nell'antica chiesa di Santa Elisabetta, la Casa del Suono racconta la storia dell'ascolto, dal fonografo al compact disc, grazie alla collezione raccolta con passione da don Giovanni Patanè.
In piazzale Salvo D'Acquisto, nel centro di Parma, si entra in un museo per ascoltare, prima ancora che per guardare. È la Casa del Suono, aperta al pubblico il 20 dicembre 2008, e racconta in modo semplice e affascinante come l'uomo ha imparato a catturare la voce e la musica per poterle riascoltare.
Già l'edificio è una sorpresa. Il museo abita l'antica chiesa di Santa Elisabetta, costruita nel 1674 per una comunità di monache conosciute in città come "della Campana" o "della Colombina". Dopo la soppressione decisa in età napoleonica, l'edificio ha avuto vite diverse, finché il Comune di Parma lo ha restaurato e restituito alla città con una nuova vocazione.
Il cuore della raccolta è la collezione di don Giovanni Patanè, parroco a Gaione, alle porte di Parma. A partire dagli anni Sessanta mise insieme, pezzo dopo pezzo, circa quattrocento apparecchi: fonografi a cilindro, grammofoni con le grandi trombe, radio a galena e radio di casa, quelle che un tempo riunivano le famiglie attorno a una voce lontana. La collezione è stata poi arricchita da altre donazioni e da oggetti in deposito dalla Casa della Musica.
Il percorso segue il filo del tempo: dal fonografo al grammofono, dalla radio al magnetofono, fino al compact disc e ai lettori tascabili. Ogni oggetto racconta un piccolo salto in avanti, e insieme mostrano quanto ingegno c'è dietro un gesto oggi così naturale come premere un tasto e ascoltare una canzone.
L'oggetto che colpisce di più si trova al centro della navata: il lampadario sonoro. Sembra un grande lampadario sospeso, ma al posto delle luci ha 192 piccoli altoparlanti. Grazie a un accurato studio dell'acustica, il suono viene concentrato in un fascio stretto, così che chi sta proprio sotto ascolta un messaggio che pochi passi più in là quasi svanisce. Lo hanno progettato i ricercatori di acustica dell'Università di Parma.
Sul fondo della chiesa c'è poi la Sala Bianca, una stanza d'ascolto con trenta posti e decine di altoparlanti nascosti nelle pareti, che avvolgono chi ascolta come una corona. Qui il suono sembra arrivare da punti precisi dello spazio, come se i musicisti fossero davvero nella stanza.
La Casa del Suono è un bell'esempio di come Parma sappia unire passato e futuro: un'antica chiesa, la collezione nata dalla curiosità di un parroco e il lavoro dei ricercatori dell'università. Una visita adatta a chi ama la musica, gli oggetti d'altri tempi e le storie di persone che hanno saputo custodire qualcosa per tutti.