Il Teatro Farnese di Parma, il grande teatro di legno della Pilotta
Dentro il Palazzo della Pilotta c'è un teatro costruito nel 1618 quasi interamente in legno. Una meraviglia pensata per stupire un solo giorno.
Al primo ingresso nel Teatro Farnese, di solito ci si ferma sulla soglia. Davanti si apre una sala enorme, con gradinate disposte a U e due ordini di arcate che sembrano di pietra. Basta avvicinarsi per scoprire che non lo sono: quasi tutto è di legno d'abete, dipinto per imitare il marmo.
Il teatro fu voluto dal duca Ranuccio I Farnese e progettato da Giovan Battista Aleotti, detto l'Argenta. I lavori cominciarono nel 1618, dentro un grande salone del Palazzo della Pilotta. Il duca sperava di accogliere il granduca di Toscana, ma la visita non avvenne e il teatro rimase in attesa per dieci anni.
L'inaugurazione arrivò nel 1628, per le nozze di Odoardo Farnese con Margherita de' Medici. Le cronache raccontano uno spettacolo che ancora oggi sembra impossibile: la platea venne allagata per una rappresentazione sull'acqua, con macchine sceniche che facevano apparire e sparire dei e mostri marini.
Il Teatro Farnese è anche uno dei primi teatri con un boccascena stabile. Il grande arco che separa la scena dal pubblico diventerà un modello per i teatri di tutta Europa. Dietro quell'arco si apre un palcoscenico molto profondo, pensato per le prospettive dipinte e per le macchine che muovevano nuvole, onde e apparizioni.
Una sala così grande e così complessa da preparare fu usata soltanto in poche, grandi occasioni di corte. Proprio per questo il suo fascino è particolare: più che un teatro di tutti i giorni, era uno strumento di meraviglia, da mettere in funzione quando la corte voleva farsi ricordare.
Ricostruito nel Novecento con grande cura, usando dove possibile il legno originale, oggi il teatro fa parte del percorso del Complesso della Pilotta, insieme alla Galleria Nazionale e alla Biblioteca Palatina.
Il consiglio, per chi va: entrare, sedersi un momento sulle gradinate e guardare verso la scena. È lo stesso punto di vista che avevano gli ospiti delle nozze, quasi quattrocento anni fa. Poi alzare gli occhi verso gli ordini di arcate e immaginare la sala piena di luci, musica e voci.